La certificazione OHSAS 18001

OHSAS è l’acronimo di “Occupational Health and Safety Assessment Series”. Si tratta dell’approccio anglosassone alle normative in materia di sicurezza sul luogo di lavoro.
Chi ha già conosciuto le normative della serie ISO 9000 ha, ormai, imparato, che, mentre in Italia si ragiona sempre con normative specifiche che vogliono indicare quasi tutto ciò si debba fare per affrontare ed evitare un problema (vecchia Legge 626, attuale D. Lgs. 81/01 ancorché corretto con il nuovo D. Lgs. 106/09, etc.), nei paesi anglosassoni si chiede alle aziende di dotarsi di Sistemi di gestione, con distribuzione delle responsabilità e dei ruoli e con soluzioni diverse, caso per caso.
Il tema della Sicurezza nei luoghi di lavoro sta assumendo un’importanza crescente, con azioni normative che delineano responsabilità e sanzioni sempre più significative a carico delle aziende.
Con la Legge 123/07 sono stati fatti rientrare nel campo di applicazione del D. Lgs. 231/01 alcuni reati in materia di Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro. È, inoltre, in vigore il nuovo Testo Unico Sicurezza (D. Lgs. 81/08 e successive modifiche) in materia di Salute e Sicurezza.
Tra gli strumenti disponibili per assistere le aziende nello sviluppo di un Sistema di Gestione della Sicurezza e Salute sul lavoro, il Modello attualmente maggiormente condiviso in Europa è rappresentato dalla norma BS OHSAS 18001. Tale standard è dedicato a sistematizzare gli sforzi aziendali dedicati al controllo e alla riduzione del rischio, alla prevenzione degli infortuni, alla garanzia della conformità legislativa, al miglioramento delle prestazioni in materia di sicurezza.
La norma BS OHSAS 18001 è indicata espressamente all’articolo 30, comma 5, Testo Unico delle norme in materia di Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro, quale Modello di organizzazione e gestione per l’adempimento degli obblighi giuridici relativi alla sicurezza. Peraltro, alcuni settori dell’industria dove l’adozione di questi Modelli è maggiormente sviluppata, si caratterizzano per un minor indice di frequenza degli infortuni.
Tra l’altro, l’INAIL consente una riduzione del tasso medio di tariffa alle aziende certificate OHSAS 18001.
Se vogliamo usare termini più “giuridici”, la Legge 123/07, con l’introduzione dell’art. 25-septies nell’impianto normativo del D. Lgs. 231/01, ha esteso l’ambito applicativo della responsabilità amministrativa delle aziende e degli enti ai reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime che si verifichino a seguito della violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative alla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro.
Viene, comunque contemplata una forma di “esonero” da responsabilità dell’ente se si dimostra, in occasione di un procedimento penale per uno dei reati considerati, di aver adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione, gestione e controllo, idonei a prevenire la realizzazione degli illeciti penali considerati. Il sistema prevede l’istituzione di un organo di controllo interno all’ente con il compito di vigilare sull’efficacia reale del modello
Va sottolineato, in proposito, che detto esonero dalle responsabilità passa attraverso il giudizio d’idoneità del sistema interno di organizzazione e controlli, che il giudice penale è chiamato a formulare in occasione del procedimento penale a carico dell’autore materiale del fatto illecito. Dunque, la formulazione dei modelli e l’organizzazione dell’attività dell’organo di controllo devono porsi come obiettivo l’esito positivo di tale giudizio d’idoneità. Questa particolare prospettiva finalistica impone agli enti di valutare l’adeguatezza delle proprie procedure alle esigenze di cui si è detto, tenendo presente che la disciplina in esame è già entrata in vigore.
È opportuno precisare che la legge prevede l’adozione del modello di organizzazione, gestione e controllo in termini di facoltatività e non di obbligatorietà. La mancata adozione non è soggetta, perciò, ad alcuna sanzione, ma espone l’ente alla responsabilità per gli illeciti realizzati da amministratori e dipendenti. Pertanto, nonostante la ricordata facoltatività del comportamento, di fatto l’adozione del modello diviene obbligatoria se si vuole beneficiare dell’esimente. Facilita l’applicazione dell’esimente, soprattutto in termini probatori, la documentazione scritta dei passi compiuti per la costruzione del modello
Relativamente al rischio di comportamenti illeciti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, tale sistema deve necessariamente tenere conto della legislazione vigente in materia di prevenzione e, in particolare, del D. Lgs. 81/08 (cosiddetto Testo Unico sulla Sicurezza). Tale complesso normativo, infatti, delinea esso stesso un “sistema” di principi cogenti e adempimenti obbligatori, la cui declinazione sul piano della gestione applicativa – laddove opportunamente integrata/adeguata in funzione del “modello organizzativo” previsto dal D. Lgs. 231/01 – può risultare idonea a ridurre a un livello “accettabile”, agli effetti esonerativi dello stesso D. Lgs. 231/01, la possibilità di una condotta integrante gli estremi del reato di omicidio o lesioni colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle norme prevenzionistiche
In particolare, con riferimento all’avvenuta estensione del D. Lgs. 231/01 ai reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro, é opportuno ribadire che la vigente disciplina legislativa della prevenzione dei rischi lavorativi detta i principi e criteri essenziali per la gestione della salute e sicurezza sul lavoro in azienda e pertanto, in questo ambito, il modello organizzativo non potrà prescindere da tale precondizione.
Naturalmente, per quelle organizzazioni che abbiano già attivato processi di autovalutazione interna, anche certificati BS OHSAS 18001:2007, si tratta di focalizzarne l’applicazione, qualora così non fosse, su tutte le tipologie di rischio e con tutte le modalità contemplate dal D. Lgs. 231/01.

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